“I ragazzi e i rischi delle nuove tecnologie”
venerdì, 18 febbraio 2011
Successo per il convegno svoltosi venerdì 11 febbraio 2011 presso l’Istituto di Istruzione Superiore (I.I.S.) “Camillo Olivetti” di Ivrea, e dedicato al tema “I ragazzi e i rischi delle nuove tecnologie”.
Il professor Marco Bertoluzzo ed il commissario di polizia locale di Torino Valter Bouquié hanno incantato la platea gremita ed attenta sollecitando domande e riflessioni sulle potenzialità della rete, i rischi ed i pericoli per adulti e ragazzi.
Ha affermato Bouquié: “Oggi si parla spesso delle nuove generazioni come di nativi digitali. Sono coloro che sono cresciuti maneggiando e utilizzando con abilità le nuove tecnologie informatiche ormai presenti in ogni famiglia. Quanto sappiamo realmente noi di queste straordinarie macchine? Poco e, a volte, nulla. La digitalizzazione della società in cui viviamo ha cambiato e migliorato la nostra vita. Sono nate nuove professioni e il sistema lavorativo ne ha tratto grandi vantaggi. Tuttavia, quando pensiamo ai pericoli della rete, la nostra mente corre alla pedofilia o ai predatori informatici senza sapere che questa è solamente la punta dell’iceberg. C’è un mondo misterioso dietro alla superficie di internet. Quello che negli Stati Uniti chiamano deep blue. Un mondo che cela pericoli inattesi. Una vera quinta dimensione in cui è possibile perdersi, ricreare una propria identità, entrare in una società diversa dandosi un ruolo e caratteristiche diverse, scelte direttamente da se stessi. Una realtà virtuale in cui è possibile annullare la propria corporeità, ma dove il denaro che si usa è esattamente lo stesso della vita reale. È attraverso questo meccanismo di base che il virtuale incide sul reale trascinando utenti di tutte le età in insidie insospettabili. In un gioco che non è più solamente tale e che incide sul reale, a volte così prepotentemente da rovinare intere vite, intere famiglie. Con i ragazzi i rischi aumentano: troppo gioco porta a minor resa scolastica, dipendenza e dissociazioni della personalità”. Guardando con occhio esperto al futuro delle tecnologie, Bouquié ha descritto un panorama eccezionale: “È ormai realtà la possibilità di farsi inserire dei chip neuronali in grado di interagire con un pc senza utilizzare la tastiera” dice l’esperto “e, in tempi brevissimi, tanto per fare un esempio, sarà possibile avere sistemi di computer capaci di interagire tra loro in autonomia e di autoapprendere dalla rete le informazioni di cui avranno bisogno. Saranno veri cervelli capaci di decidere e agire in modo autonomo. Si calcola che nei prossimi 25 anni il reato più frequente sarà quello di violazione della privacy. Oggi più che mai bisogna informare i ragazzi e responsabilizzarli sui loro comportamenti on line. Ricordate che non basta buttare un file o una fotografia per distruggerla. Un predatore esperto non si ferma facilmente. Quando un ragazzo invia un’immagine tramite il telefonino, da essa è possibile risalire al mittente, al suo indirizzo ed al luogo dove è stata scatata. Dall’analisi di una sim telfonica si può arrivare a ogni genere di informazione, anche a quelle che pensiamo di aver eliminato. Ricordiamo infine che internet e, in particolare, facebook sono mondi in cui è necessaio muoversi con prudenza. Una volta pubblicata, una notizia o un’immagine on line non la si potrà mai più eliminare. Tutti, adulti e ragazzi, quando facciamo uso delle tecnologie digitali dobbiamo ricordare i pericoli del sistema e agire con estrema consapevolezza”.
Bertoluzzo ha chiuso l’incontro mettendo in evidenza alcuni gravi rischi per i più giovani: “I fattori di maggiori incidenza sui ragazzi sono quattro” dice lo psicologo “la confusione tra reale e virtuale non può mancare in casi in cui l’utente resta in rete dalle quattro alle sei ore al giorno e, di conseguenza, abbiamo gravi casi di dipendenza, compulsività e perdita del controllo della situazione, della propria vita. L’effetto schermo offerto dalla realtà virtuale permette, infine, a pedofili, psicopatici e predatori in genere di mascherarsi. La giovane che pensa di comunicare con un coetaneo simpatico, sensibile ed attraente, spesso è vittima di una mente malata che sa bene cosa cerca la sua preda e non esita ad utilizzare ogni genere di trucco per ottenere un contatto. Non meno rischiose sono le truffe on line da cui adulti e ragazzi è bene si tutelino sempre. Ricordiamo che il pc non è come la tv. Non basta spegnere un computer per chiudere il mondo di internet. Su di esso noi non abbiamo alcun controllo e, una volta inseriti dati ed informazioni, i predatori della rete potranno farne ciò che vogliono. Il sistema continua a lavorare anche quando noi non siamo connessi. La tecnologia moderna dei social network, delle chat, del resto, risponde all’eterno bisogno di relazione degli esseri umani che, da sempre, cercano un contatto con il proprio simile. Di fronte ai rischi insiti nelle nuove tecnologie bisogna porsi le giuste domande, cercare di vigilare sui ragazzi e, perché no, magari affiancarci a loro per esplorare insieme un mondo affascinante, ma altrettanto pericoloso”.






