Categoria: ‘Libri’

Libri dell’800 in mostra a Pinasca

lunedì, 17 agosto 2009

A Pinasca, dal 13 al 17 agosto, in mostra ci sono stati i libri antichi della storia locale, preziosità rare del 1800; volumi piccoli e grandi tomi dalle legature preziose e antiche, il cui tema passava dalla storia della città di Torino alla storia valdese, riportando anche antichi manoscritti in patois e francese, assieme anche ad uniche edizioni del Vangelo in patois e del Nuovo Testamento in piemontese.

Un percorso bibliografico fatto di volumi ricercati e interessanti sia per i collezionisti che per i semplici appassionati.

Istantanee

mercoledì, 29 luglio 2009

È il titolo del libro di poesie scritto da Giampiero Bertoli, che ha presentato la sua raccolta sabato 11 luglio a Pont nel suggestivo Parco della Torre Tellaria; nelle sue poesie si trovano impressioni ed emozioni che l’uomo ha provato durante i suoi numerosi viaggi all’estero. Gli spettatori ne sono rimasti incantati.

Gomorra, Roberto Saviano, 2008

martedì, 28 aprile 2009

gomorraIncredibile e sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra; questo libro, scritto da chi è nato in terra di camorra, nel luogo con più morti ammazzati d’Europa, nel territorio dove la ferocia è annodata agli affari, dove niente ha valore se non genera potere, racconta con scrupolosa documentazione come la ricchezza del sistema dei clan sia prodotta dal sangue e da operazioni finanziarie: ne viene fuori un libro potente, brutale, oggettivo, di indagine, di informazioni a volte pericolosamente rivelate, come nomi, cognomi, soprannomi, luoghi, spostamenti e testimonianze, assieme a pagine di merce illegalmente prodotta, venduta e consumata, traffici di droga, di armi, estorsioni, tremendi ed efferati omicidi d’onore, vendette, arresti, strategie, alleanze.
Lo scenario è un territorio dove onore e rispetto non ti sono dati dai soldi, ma da come ti chiami e dall’appartenenza a certi luoghi, dove tutto è un mezzo per raggiungere denaro e potere, dove prima si spara e poi si ragiona.
“Qua più ne muoiono, meglio è per tutti”: questo il pensiero di tutti. È forse persino un pensiero saggio nel luogo dove si impara solo a morire. Uccidere tutti è il comandamento che muove la guerra di camorra, per testare la propria forza, per oggettivarla, per vincere. Nel sistema della camorra uccidere è un atto necessario, quotidiano, che non si differenzia dall’alba di ogni giorno.
Un morto al giorno è la cantilena di Napoli.
Per percepire dove state andando ad “abitare” con la vostra lettura, dovete immaginarvi i film di Sergio Leone. È come il far west, c’è chi comanda, ci sono sparatorie, regole non scritte ma inattaccabili!
La camorra è dittatura, la camorra è terrorismo.
E qualunque motivo troviate per andarvene da qui, sarà sicuramente migliore di quelli per continuare a vivere in queste zone, in cui la cantilena simbolo è:
“Cos’è un uomo senza laurea e con la pistola? Uno stronzo con la pistola.
Cos’è un uomo con la laurea e senza pistola? Uno stronzo con la laurea.
Cos’è un uomo con la laurea e con la pistola? Un uomo”.

L’obiettivo di Roberto Saviano è quello di arrivare a comprendere il fondo delle cose.
Perché non andarsene, perché non fuggire via, perché continuare a vivere in questi luoghi d’inferno? Perché Saviano ha un’arma, la lama della scrittura, e la verità che in essa racchiude e sfoga; lui vede, sente, parla, testimonia e quindi racconta di queste verità. Non riesce a far finta di nulla.
Il suo messaggio è quello di non stare più in silenzio, bisogna denunciare e agire, perché solo così si può dare ancora un senso al proprio essere.
L’obiettivo non è quello di vincere la camorra, ma quello di comprendere, trasformare, testimoniare e denunciare e l’unico strumento per farlo ce l’abbiamo a disposizione nella bocca, ed è la parola e la sua volontà di pronunciarsi.
Capire, conoscere, scoprire, sapere, senza essere divorati.
È giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra…

“Porto il velo, adoro i Queen”

lunedì, 30 marzo 2009

Porto il velo, adoro i QueenLibro autobiografico scritto da Sumaya Abdel-Qader, nata e cresciuta in Italia da una famiglia giordano-palestinese.

Il libro trasmette al pubblico uno spaccato del mondo musulmano, e narra la storia di una giovane donna nata in Italia, sottolineando come il velo non le impedisca di vivere una vita del tutto normale; l’obiettivo è quello di fare chiarezza nella retorica e negli stereotipi nei quali spesso viene inserita la donna musulmana.

Com’è dolce sapere che esisti, Romano Battaglia

lunedì, 23 febbraio 2009

Romano Battaglia - Com'è dolce sapere che esistiDopo molti anni dall’abbandono, l’autore ritorna alla sua casa d’infanzia, in cui attraverso le stanze, gli oggetti e i paesaggi viene condotto in un viaggio a ritroso nel tempo, in cui ritrova persone speciali con le loro storie speciali.
I racconti hanno praticamente sempre come protagonisti delle figure femminili: Anna, Marta, Serena, Maria, Margherita, Alba, Teresa e ancora altre. Ogni donna si racconta, e introduce il lettore nella sua storia ed esistenza fatta d’amore, coraggio, fede in Dio e nei valori della sua vita.
È dolce sapere che figure di questo tipo esistano, per non farci sentire soli, per sostenerci e trasmetterci amore, fiducia ed energia.
Attraverso i ricordi suscitati dal ritorno nella casa d’infanzia, l’autore fa emergere la donna in tutta la sua completezza. Romano Battaglia ha così composto un canto d’amore, accompagnato dalle più belle poesie del mondo, di autori come Ungaretti, Neruda, Pascoli, Tagore, dedicato a ognuna delle meravigliose creature più esemplari che conosce: tutte le donne del mondo. Modelli in cui riconosciamo chi ci sta attorno giorno dopo giorno.

Ho sempre pensato che in ogni occasione della vita ci sia una donna che ci aspetta per soccorrerci.
Ogni figura femminile è un universo e ci accompagna dalla nascita alla fine della vita. Figure femminili come porti sicuri dove trovare riparo e protezione quando gli eventi della vita ci rendono fragili, insicuri, smarriti e abbandonati.

Com’è dolce sapere che esisti, Romano Battaglia

Dopo molti anni dall’abbandono, l’autore ritorna alla sua casa d’infanzia, in cui attraverso le stanze, gli oggetti e i paesaggi viene condotto in un viaggio a ritroso nel tempo, in cui ritrova persone speciali con le loro storie speciali.

I racconti hanno praticamente sempre come protagonisti delle figure femminili: Anna, Marta, Serena, Maria, Margherita, Alba, Teresa e ancora altre. Ogni donna si racconta, e introduce il lettore nella sua storia ed esistenza fatta d’amore, coraggio, fede in Dio e nei valori della sua vita.

È dolce sapere che figure di questo tipo esistano, per non farci sentire soli, per sostenerci e trasmetterci amore, fiducia ed energia.

Attraverso i ricordi suscitati dal ritorno nella casa d’infanzia, l’autore fa emergere la donna in tutta la sua completezza. Romano Battaglia ha così composto un canto d’amore, accompagnato dalle più belle poesie del mondo, di autori come Ungaretti, Neruda, Pascoli, Tagore, dedicato a ognuna delle meravigliose creature più esemplari che conosce: tutte le donne del mondo. Modelli in cui riconosciamo chi ci sta attorno giorno dopo giorno.

Ho sempre pensato che in ogni occasione della vita ci sia una donna che ci aspetta per soccorrerci.

Ogni figura femminile è un universo e ci accompagna dalla nascita alla fine della vita. Figure femminili come porti sicuri dove trovare riparo e protezione quando gli eventi della vita ci rendono fragili, insicuri, smarriti e abbandonati.

Museo Mineralogico e Paleontologico - Saint Vincent

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