Incredibile e sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra; questo libro, scritto da chi è nato in terra di camorra, nel luogo con più morti ammazzati d’Europa, nel territorio dove la ferocia è annodata agli affari, dove niente ha valore se non genera potere, racconta con scrupolosa documentazione come la ricchezza del sistema dei clan sia prodotta dal sangue e da operazioni finanziarie: ne viene fuori un libro potente, brutale, oggettivo, di indagine, di informazioni a volte pericolosamente rivelate, come nomi, cognomi, soprannomi, luoghi, spostamenti e testimonianze, assieme a pagine di merce illegalmente prodotta, venduta e consumata, traffici di droga, di armi, estorsioni, tremendi ed efferati omicidi d’onore, vendette, arresti, strategie, alleanze.
Lo scenario è un territorio dove onore e rispetto non ti sono dati dai soldi, ma da come ti chiami e dall’appartenenza a certi luoghi, dove tutto è un mezzo per raggiungere denaro e potere, dove prima si spara e poi si ragiona.
“Qua più ne muoiono, meglio è per tutti”: questo il pensiero di tutti. È forse persino un pensiero saggio nel luogo dove si impara solo a morire. Uccidere tutti è il comandamento che muove la guerra di camorra, per testare la propria forza, per oggettivarla, per vincere. Nel sistema della camorra uccidere è un atto necessario, quotidiano, che non si differenzia dall’alba di ogni giorno.
Un morto al giorno è la cantilena di Napoli.
Per percepire dove state andando ad “abitare” con la vostra lettura, dovete immaginarvi i film di Sergio Leone. È come il far west, c’è chi comanda, ci sono sparatorie, regole non scritte ma inattaccabili!
La camorra è dittatura, la camorra è terrorismo.
E qualunque motivo troviate per andarvene da qui, sarà sicuramente migliore di quelli per continuare a vivere in queste zone, in cui la cantilena simbolo è:
“Cos’è un uomo senza laurea e con la pistola? Uno stronzo con la pistola.
Cos’è un uomo con la laurea e senza pistola? Uno stronzo con la laurea.
Cos’è un uomo con la laurea e con la pistola? Un uomo”.
L’obiettivo di Roberto Saviano è quello di arrivare a comprendere il fondo delle cose.
Perché non andarsene, perché non fuggire via, perché continuare a vivere in questi luoghi d’inferno? Perché Saviano ha un’arma, la lama della scrittura, e la verità che in essa racchiude e sfoga; lui vede, sente, parla, testimonia e quindi racconta di queste verità. Non riesce a far finta di nulla.
Il suo messaggio è quello di non stare più in silenzio, bisogna denunciare e agire, perché solo così si può dare ancora un senso al proprio essere.
L’obiettivo non è quello di vincere la camorra, ma quello di comprendere, trasformare, testimoniare e denunciare e l’unico strumento per farlo ce l’abbiamo a disposizione nella bocca, ed è la parola e la sua volontà di pronunciarsi.
Capire, conoscere, scoprire, sapere, senza essere divorati.
È giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra…