SMS al rogo? A voi l’ardua sentenza!
sabato, 10 gennaio 2009C’è chi la chiama mania, chi schiavitù, chi dipendenza e chi dittatura, ma forse è solo il progresso della tecnologia avanzata che si è svegliato e che non vogliamo accettare: i vari tvb, tvtb, qnd, cmq, fanno ormai parte del nuovo linguaggio via sms. C’è anche chi si oppone a questo uso, come i vecchi tradizionalisti, che si affidano ancora alla vecchia carta e calamaio per scrivere lunghe lettere.
Ci si è sempre lamentati che il progresso non avanzasse, ed ora che si è svegliato, si è subito pronti a cercarne tutti i difetti e si vuole tornare a tutti i costi alla vecchia tradizione del passato. A favore del cellulare c’è sicuramente il tempo: con i messaggini ci si può esprimere in fretta. Per le lettere bisogna invece aspettare il tempo di trovare un tabacchino aperto per comprare busta e francobollo, girar mezza città per cercare una buca delle lettere, aspettare gli interminabili tempi delle nostre Poste e finalmente il ricevimento della lettera (pensate se il destinatario è in vacanza: la lettera può marcire nella cassetta!).
Con l’sms si può scrivere dall’Egitto alla Valle d’Aosta, dall’Australia al Monte Rosa: non ci sono né confini né limiti di tempo. E poi per scrivere una lettera si ha bisogno di argomenti e c’è anche il rischio di perdersi in lunghi discorsi senza capo né coda; se ci si affida agli sms, si può scrivere anche solo un “grazie” o qualsiasi parola che in quel momento si muore dalla voglia di dire.
Quindi si passa dalla comunicazione statica delle lettere a quella più dinamica degli sms!
A favore della lettera c’è però il fatto che si può meditare a lungo su ciò che c’è da scrivere e se ci si sbaglia, si può cancellare, e se non si è soddisfatti, la si accartoccia e si ricomincia. Con i messaggini, appunto perché il tutto è più immediato, non c’è tempo necessario per pensare, correggere e ripensarci; se una cosa è fatta, è fatta, non si può tornare indietro e a volte si combinano disastri che forse, affidandosi alla lettera, si sarebbero potuti evitare. Quindi tra lettera (tradizionalista) e l’sms (progressista) siamo pari!
Per i cellulari è altissimo anche il fattore moda e libertà: è di moda avere il logo di un certo tipo, il telefonino di una certa marca e modello, ma in questo senso la libertà non c’entra, anzi si è totalmente schiavi della massa! La libertà tuttavia c’è, e lo prova il fatto che la comunicazione attraverso questo apparecchio ti porta ad avere più coraggio, semplicemente perché scrivere è più semplice. Il cellulare è anche uno strumento di compagnia: quante volte si vedono ragazzi che camminano come zombie per strada, accartocciati nelle poltrone o che giocherellano sotto il banco in classe? Tutto perché sono in corso delle allegre chiacchierate.
In conclusione: tradizionalismo o progresso? Libertà o schiavitù? Moda o individualismo?
A voi l’ardua sentenza!
Permettetemi solo di concludere che non si può di certo dire che si è schiavi dei telefonini: quanto più lo si è della massa della gente che lo impone e che inevitabilmente detta le regole inducendo in tutti l’obbligo di seguirle, passivamente, per il semplice fatto che è di moda.
L’unica cosa da fare è emergere dal gruppo!
…con o senza cellulare!





