Categoria: ‘Arte’

Via del sale – omaggio a Nico Orengo

giovedì, 1 settembre 2011

A tre anni dall’ultima edizione, torna Via del sale la manifestazione internazionale d’arte ospitata in alcuni dei luoghi più suggestivi lungo i sentieri che dall’Alta Langa giungono al mare.

Realizzata dall’Associazione Il Fondaco con il sostegno della Regione Piemonte, la Via del Sale 2011, è dedicata alla memoria dello scrittore Nico Orengo, che insieme a Silvana Peira è stato il curatore di tutte le sette precedenti edizioni.

A rendere omaggio a Nico Orengo sono stati chiamati alcuni degli artisti delle precedenti edizioni della Via del sale: Gabriella Benedini, Jean Gaudaire Thor, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Luigi Mainolfi, Giulio Paolini, Salvo, Luigi Stoisa, Gral, Ugo Giletta, Giovanni Tamburelli, Claudio Rotta Loria, Gilberto Zorio.

Gli artisti allestiranno le loro opere in alcuni dei paesi che gli scorsi anni hanno ospitato la rassegna: Canale Enoteca Regionale del Roero, Bergolo, (Pieve di S. Sebastiano), Levice (chiesa di San Rocco), Prunetto (castello degli Scarampi), Monesiglio (ex Filanda), Camerana (Chiesa di S. Antonio), Final Borgo (chiostro di S. Caterina).

Una mostra di arte contemporanea che si svolge nel segno di un profondo affetto per un territorio ruvido e complesso come l’Alta Langa svelando, attraverso l’arte, bellezze paesaggistiche e testimonianze storico-architettoniche e regalando momenti di intrattenimento trasversali alla luce di un importante patrimonio enogastronomico.

Un percorso artistico-culturale, ma al tempo stesso geografico che riscrive lo snodarsi della Via del Sale, l’antica strada del commercio che portava dai monti al mare e che ancora oggi collega i luoghi in cui si svolge la manifestazione.

Durante la giornata inaugurale, sabato 3 settembre 2011 11,40 al Castello degli Scarampi di Prunetto, verrà presentato il catalogo a cura di Guido Curto.

Il brindisi di apertura è offerto dall’Enoteca Regionale del Roero di Canale.

La giornata si concluderà presso l’Enoteca Regionale del Roero con un omaggio musicale a Nico Orengo di Pippo del gruppo Paraguay.

La giornata proseguirà con l’itinerario lungo le altre sedi.

La mostra è visitabile fino al 16 ottobre 2011 il Sabato 15.00/19.00 e la Domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Da Houston a Villa Colli

mercoledì, 7 luglio 2010

Da anni ormai Villa Colli è diventato un luogo di elezione per meeting di studenti e studiosi dell’Architettura Moderna, che si recano presso questo antico edificio al fine di visitarne la particolare struttura ed il parco, che racchiude alberi monumentali ed è ritenuto un unicum nella storia del giardino razionalista.

Quella di Villa Colli è una storia affascinante e spesso i proprietari hanno richieste di documentazione per ricerche e pubblicazioni che giungono da ogni parte del mondo.

È di domenica 4 luglio 2010 la visita alla Villa da parte del prof. Michelangelo Sabatino, docente di Storia dell’Architettura all’Università di Houston, Texas, scrittore di testi sull’Architettura Moderna e Contemporanea e studioso di Giuseppe Pagano Pogatschnig, uno fra i più interessanti e famosi Architetti del Primo Novecento che, con Gino Levi-Montalcini, progettò questo cottage sulle colline del Canavese.

Il prof. Sabatino era accompagnato da un suo Assistente, dagli Arch. Elena Imarisio e Walter Patella e dal fondatore del Museo Casa Mollino, dr. Napoleone Ferrari che, da anni, promuove in tutto il mondo la figura di Mollino, curando significative mostre e numerose pubblicazioni sull’Architetto torinese autore, tra l’altro, della ristrutturazione del Teatro Regio.

Gli studiosi si sono trattenuti alcune ore in Villa Colli esaminando numerosi testi e pubblicazioni ed il prof. Sabatino si è congratulato per il numero di opere che hanno visto la luce negli ultimi anni grazie alla disponibilità di visita e di studio della Villa Colli, ritenuta particolarmente interessante, sia dal punto di vista storico sia architettonico.

Il giorno dopo, lunedì 5 luglio, altri Docenti, provenienti da alcuni Atenei italiani, sono stati ricevuti in Villa Colli, per un nuovo rilevante incontro culturale al fine di organizzare una Giornata di Studi, che avrà per tema la Villa stessa ed il binomio-quadrinomio Pagano-Pogatschnig, Levi-Montalcini, con il coinvolgimento di importanti Enti ed Istituzioni Accademiche.

Paesaggio boschivo: Abelardo Zucchi, olio su tela

mercoledì, 28 aprile 2010

Abelardo Zucchi, Paesaggio Boschivo

In quest’opera, realizzata interamente dal vivo, Abelardo Zucchi coglie il bosco nel pieno della sua luminosità, probabilmente a metà mattinata.

I piccoli e impercettibili tratti di colore sembrano attraversare tutte le tonalità del verde per farci comporre, ai nostri occhi, la totalità del rappresentato.

Sapiente è la resa prospettica, che ci fa immaginare gli spazi attigui e ci invoglia a scoprirli. Da enfatizzare l’analiticità del dipinto.

Abelardo Zucchi,  la scheda su il Bigliettino “Abelardo Zucchi Pittore, Paesaggista, Cromista (1894/1979)“, il sito web “www.abelardozucchi.it“.

Abelardo Zucchi Pittore, Paesaggista, Cromista (1894/1979)

lunedì, 26 aprile 2010

Abelardo Zucchi nasce a Torino nel 1894. Ad appena 12 anni comincia a lavorare presso lo stabilimento torinese DePaolini – Matossi in qualità di disegnatore, litografo e cromista.

L’apprendistato presso questa ditta continua, così come i numerosi studi per disegni dal vero, nudi, animali e costume realizzati insieme allo scultore Giovanni Riva (1890-1973).

Lavora presso la ditta Metalgraf quando, nel 1914, viene chiamato per l’arruolamento a Livorno nel Com.Divisione 16° e, in qualità di disegnatore litografo e stampatore, produrrà autografie, calco su pietra, disegni di topografie per situazioni militari, dislocazione di truppe e servizi logistici su ordine del colonnello Poggesi.

Dopo lo scoppio della guerra avviene il trasferimento nei luoghi delle battaglie in Veneto, luoghi e paesaggi da lui minuziosamente ritratti in piccoli quadri ad olio realizzati con tecniche e materiale di fortuna.

Con la fine della guerra cominciano i primi lavori presso l’Atelier Butteri di Torino, specializzato in arti grafiche e nella stampa cinematografica.

Presso tale ditta esegue numerosi manifesti cinematografici che risentono dell’influsso Liberty che si respira a Torino in quegli anni.

Contemporanea è l’iscrizione all’Accademia Albertina di Torino, presso cui frequenta i corsi di Nudo, Ornato, Figura, Costume, Prospettiva e Cromismo insieme ad artisti quali: Giovanni Guarlotti, Gamba, Stefano Borelli, Emilio Vacchetti, Sandro Vacchetti, Cecilia Masutti e DeStefanis.

L’attività presso l’Atelier Butteri finisce nel 1928, a causa di un grave fallimento che lo stesso subì.

Nel medesimo anno viene assunto dalla Ditta Gros-Monti, in qualità di cromista per i manifesti.

Nella ditta Gros-Monti lavorerà fino al 1942, anno in cui la stessa venne incendiata e distrutta a seguito dei bombardamenti alla città di Torino.

La ditta Gros Monti produrrà moltissimi manifesti di grande importanza firmati dai migliori grafici del tempo quali: Carlo Nicco, Codognato, Michahelles, Nico Edel, Bianchi.

L’attività di Zucchi Abelardo consisteva nel regolare le quantità di colore e poi di accostarle una all’altra per produrre l’effetto finale.

Moltissime le illustrazioni per le copertine di libri che il pittore eseguì per case editrici quali Paravia, Utet, Mondadori, Edizioni Paoline, così come le illustrazioni pubblicitarie per ditte torinesi: Elah, Venchi.

Alla chiusura della Gros Monti, Torino non offriva più possibilità lavorative.

Il trasferimento a Roma avvenne nel 1943 e presso tale città Zucchi lavorò per la IGAP, realizzando prevalentemente manifesti cinematografici, essendo la sede dell’attività cinematografica spostatasi lì.

Dopo un anno e con la fine della guerra, ritornò in Piemonte, trovando occupazione fino al 1970 presso la Fotolito CTM, specializzata in creazioni e riproduzioni per le arti grafiche, gigantografie.

Privatamente il pittore amava dipingere paesaggi dal vivo; catturati durante passeggiate o gite.

La resa coloristica e luministica fornisce un eccellente risultato, contribuendo a una completa immedesimazione fisica con questi luoghi canavesani, che circondano le nostre vite ma a cui non sempre noi siamo in grado di dare la giusta valorizzazione.

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