Il Parco Nazionale Gran Paradiso a rischio chiusura

Con il 50% delle risorse in meno sarà impossibile garantire la protezione e la conservazione dell'area protetta

 
 
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Categoria: Canavese
 
 

Nel 1919 il re Vittorio Emanuele III regalò allo Stato italiano la sua riserva di caccia tra Piemonte e Valle d’Aosta, a condizione che vi creasse un parco nazionale. Il 3 dicembre 1922 veniva istituito, primo in Italia, il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Nel 2010, dopo ottantotto anni di protezione della natura, il Parco rischia di chiudere a causa del taglio del 50% dei finanziamenti previsto dalla manovra finanziaria in via di approvazione alla Camera.

Mentre l’ONU celebra il 2010 quale Anno internazionale della biodiversità, con i tagli previsti ai parchi nazionali non sarà possibile per i guardaparco proteggere il territorio e la fauna del Parco da bracconieri e incendi, gli stessi non potranno vigilare sulle trasformazioni del territorio, né effettuare monitoraggi ambientali. Non sarà possibile salvare lo stambecco, animale simbolo del Parco, la cui popolazione è in declino da alcuni anni per cause ancora ignote; veterinari e biologi non potranno infatti effettuare ricerche, studiare e mettere in atto strategie di protezione della specie. Non sarà possibile co-finanziare progetti nazionali e comunitari per lo sviluppo locale nelle valli del Parco.

Ma non saranno solo gli animali a patire le conseguenze dei tagli” conferma il commissario straordinario del Parco Italo Cerise “non sarà possibile tutelare la biodiversità e gli habitat incontaminati unici al mondo, e neanche promuovere il turismo nei tredici comuni che costituiscono l’area protetta, in cui vivono oltre 8.000 persone, molte delle quali sono occupate nel settore turistico e ricettivo“.

Domani una rappresentanza del personale del Gran Paradiso sarà a Roma, insieme ai colleghi dei parchi nazionali e ai loro sostenitori, aderendo alla manifestazione prevista per le ore 11 al Ministero dell’Ambiente e promossa dal mondo dei Parchi, da 394 Associazione Nazionale Dipendenti delle Aree Protette, dall’AIDAP, che rappresenta i Direttori, da Unione per i Parchi e la Natura d’Italia, e da altre dieci associazioni di categoria e ambientaliste tra cui WWF, LIPU e Italia Nostra. Verrà riconsegnato al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo un simbolico scrigno contenente i tesori naturali d’Italia, a dimostrazione dell’impossibilità di proteggere e tutelare le aree protette italiane nel caso in cui i tagli siano confermati.

A questo link il comunicato dell’Associazione Nazionale Dipendenti delle Aree Protette sulla manifestazione di venerdì 23 luglio a Roma: http://www.associazione394.it/?page_id=16&idnews=10093

3 dicembre 1922
 
 
Comunicato Stampa @ giovedì, 22 luglio 2010 - 13:31
 
 
 
 
 
 

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